Il valore aggiunto della notizia risiede nell’imprevedibilità dei modi in cui è recepita. Un fatto, di per sé, è la cosa più spietata del mondo. Un fatto non è buono e neppure cattivo. Banalmente si potrebbe dire che un fatto, semplicemente, è. Nudo come un verme, se ne sta immobile al buio nella propria cuccia spazio-temporale, in attesa. Il fatto, così rannicchiato su se stesso, aspetta un’interpretazione, sottile membrana che s’appiccica alla superficie liscia delle cose e ne trasforma la percezione. Così, masticato, digerito e risputato dall’apparato critico di ciascuno, il fatto si trasforma e acquisisce pesi specifici diversi. Allora diventa possibile che per molti la lettura del quotidiano non provochi grossi mal di pancia e, anzi, le notizie scivolino via senza fatica. Per altri, sottoscritto compreso, spesso e malvolentieri la stessa attività diventa fonte di lancinanti dolori gastro-intestinali, fino a causare perdita temporanea di fiducia nel genere umano e conseguente sproloquio. Fortunatamente, il tutto viene poi metabolizzato dal cinismo – unico paracadute a disposizione dell’uomo sensato in quest’epoca di spaventose vertigini – e s’aggiunge al mucchio senza gloria della sostanza organica del mondo. Oggi, per esempio, leggo della conversione spirituale di un tizio che nei favolosi anni 80 della Disco Music – mentre la Material Girl cantava Like a Virgin – pensò bene di fare a pezzi sei prostitute e le seppellì nel giardino di casa. Pare che il figlio di puttana si prepari ad entrare nel Terzo Ordine di San Francesco. Roba grossa. L’unica cosa che mi viene da pensare è che nell’occidente d’oggi, all’ombra dei campanili, una speranza di eterna redenzione non si rifiuti a nessuno, l’importante è avere il tempo di pentirsi. In vulgata popolare, il tempo di oliare i meccanismi. E mi viene anche da pensare che in fin dei conti questa faccenda del pentimento sia una grottesca stronzata, perché se mai dovessi crepare affogato nel fiume non avrei il tempo di pentirmi di niente. Non di quella volta in cui rubai un evidenziatore in cartoleria e neppure di quando ebbi pensieri impuri sulla mia vicina di casa (grandissima mignotta – NdR). E non avrei neppure il tempo di pentirmi del fatto che mi tocca sproloquiare quando leggo notizie sceme come questa. Non che m’interessi l’indulgenza, intendiamoci. E’ soltanto che sono per la parità di trattamento. E speriamo che poi non mi venga in mente di crepare in quel maledetto fiume con un preservativo infilato nell’attrezzo: sarei pressoché fottuto.
“Mi faccia finire. Io non considero il mio stato mentale una visione pessimistica del mondo. Io lo considero equivalente al mondo così com’è. L’evoluzione non potrà non condurre la vita intelligente alla consapevolezza di una certa cosa sopra tutte le altre, e questa cosa è la futilità” (C. McCarthy – Sunset Limited)
Se il Dio in voga fosse Zeus, le cose sarebbero molto più sbrigative.
RispondiEliminaUn fulmine divino, e justizia è fatta!
Ho pensato di farvi un po di pubblicita'
RispondiEliminahttp://www.blog83.net/2010/09/02/il-cinico-tutto-cio-che-avreste-sempre-voluto-dire-ma-non-avete-mai-avuto-il-coraggio-di-farlo/