martedì 14 settembre 2010

Potevano chiamarla Fantàsia ma hanno scelto Padania




La fantasia ai leghisti di certo non manca. Chiamiamoli sognatori. Come definire altrimenti un “popolo” che crede nella propria superiorità perché nato al nord di una nazione e che addirittura si crea una terra di mezzo tutta sua?! Che non riconosce l’inno nazionale e scredita la bandiera come forse carta straccia?! Avrebbero potuto chiamarla Fantàsia e invece hanno optato per Padania, poco cambia insomma se non che almeno la storia nel primo caso è decisamente migliore. In Padania non si vola di certo su cani giganti e da un paio di anni, da quando cioè Bossi ha permesso che gli allevatori non pagassero le multe per le quote latte, non si vedono nemmeno trattori a bloccare autostrade. Molto strano perché fino a qualche anno fa i produttori di latte erano sul piede di guerra, i telegiornali aprivano con le loro proteste, migliaia di litri di latte buttati nei campi per fare ascoltare la propria voce. Poi, tutt’ad un tratto, puff.. tutto finito. Ma non per tutti, solo per gli allevatori del nord. Si perché quelli delle ragioni non considerate padane non meritavano questo trattamento di favore e han dovuto comunque pagare le multe decise dall’Europa. Ma la gente si sa, è ignorante perché ignora. Così l’armata di verde vestita ha dilatato i propri confini fino a far breccia in Emilia Romagna, sforando il 15% dei consensi alle ultime elezioni regionali. La sinistra perde gli operai e le fabbriche e questi, probabilmente, trovandosi spaesati si rifanno al voto di protesta sapendo che comunque non hanno nulla da perdere. A volte ciò che si perde però è la dignità.
La Lega Nord nasce nei primi anni ’90 come movimento di rottura con le attuali istituzioni. L’Italia usciva dalla stagione di Tangentopoli e per i nordisti la colpa di tutto era da attribuire a Roma e alla Democrazia Cristiana che infestava da troppo tempo i salotti della politica. Il suo leader, Umberto Bossi, diplomato alla scuola per corrispondenza Radio Elettra, passa gli anni ’70 come militante nel gruppo comunista de il manifesto, nel partito di estrema sinistra PdUP, nell’Arci e nei movimenti ambientalisti.
All’entrata in politica di Berlusconi la dura presa di posizione del senatur e dei suoi commensali non si fa attendere. Interviste, articoli ed inchieste (si sono pure fatti un giornale “la Padania”.. peccano di originalità..), comizi, comparsate in tv per additare Silvio, ”colui che è sceso in campo per noi”, come il mafioso di Arcore. Bossi c’è l’ha duro per un po’ poi comincia a prostrarsi al reuccio di Milano 2 ed asseconda i piani del Cavaliere. Del resto lo stesso Bossi il 5 gennaio 1994, al processo Enimont, ammette il finanziamento illecito tramite una tangente ricevuta dalla Montedison. Viene condannato successivamente in via definitiva dalla Cassazione a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti

Comincia una bellissima storia d’amore tra i due, fatta di leggi ad personam ed attacchi trasversali alla nazione, manie di egocentrismo e rituali con ampolle e formule magiche sul fiume Po’. Sarebbe un bruttissimo film se non fosse tutto vero.  
Così vero che Renzo Bossi, soprannominato dal padre “Il trota”, bocciato per ben 3 volte all’esame di quinta superiore, con la faccia da sveglione che si ritrova riesce a prendere una montagna di voti alle ultime elezioni regionali e a diventare così consigliere regionale della lombardia con uno stipendio mensile di 12mila euro. Studiare non serve a molto a quanto pare.

In vent’anni qualcosa è cambiato. Prima si parlava di secessione, ora si parla di federalismo. Quello che non è cambiato è l’aspetto razziale e provocatorio di questi omini delle montagne. Ovvio che non ci si possa aspettare molto da un “popolo” che ha come modelli soggetti che di umano hanno ben poco, come un Borghezio o un Calderoli. Dilungarsi su di loro sarebbe solo dargli più importanza di quella che madre natura gli ha dato.
Il problema sono però i cittadini che si riconoscono in questi quattro cialtroni da osteria, che hanno la mania di mostrare il dito medio senza sapere il perché e che prendono parte a scenette che nemmeno nei peggiori film trash si possono ritrovare.
Ecco, l’italiano medio si ritrova in certi modi di esprimersi, in certe facce. In realtà la Lega non è mai riuscita a fare nulla di ciò che proclamava, dallo sbarco dei clandestini alla cosiddetta secessione dal sud dell’Italia, erano solo slogan per gente dalla mentalità ristretta. Dopo 15 anni di berlusconismo, i cervelli resettati sono aumentati e Bossi, l’uomo Er-ictus, e la sua allegra brigata, hanno capito che è il momento giusto per aumentare il consenso anche al centro Italia.

Alle prossime elezioni, troveremo come candidati per la Lega Nord il nano Valrus, il vikingo Belzort e il mago Zolforus. Poi se si vince tutti a in sella ai cavalli alati e a far le orge con streghe. L’idiozia non finisce mai di sorprendermi.

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